vento forza 2, mare mosso, tendenza per le prossime 12 ore: vento in diminuzione
Sarà meglio ricordare la xamamina ed i sacchetti di plastica.
Da due giorni le donne della famiglia si lamentano anticipatamente per la traversata che le attende: ma perchè allora hanno tanto voluto andare all'isola d'Elba ?
Buongiorno
5am
22/04/2005
21/04/2005
un ringraziamento particolare a...
Matrice Sparsa: perchè gli devo tutto o quasi.
10 anni fa mi ha insegnato cos'era Access e, se da piccoli il vostro gioco preferito era il lego, potete capire cosa intendo.
Poi ho scoperto SQL Server e i suoi DTS (Data Transformation Services): ed ho capito che Access era il duplo e questo era il vero lego.
Ma non mi ero mai spinto, non ne avevo mai avuto bisogno, fino alle SP (stored procedures).
Ora, sempre lui, me le ha spiegate e nuove meravigliose combinazioni e costruzioni mi si rivelano.
Ancora grazie !
5am
Matrice Sparsa: perchè gli devo tutto o quasi.
10 anni fa mi ha insegnato cos'era Access e, se da piccoli il vostro gioco preferito era il lego, potete capire cosa intendo.
Poi ho scoperto SQL Server e i suoi DTS (Data Transformation Services): ed ho capito che Access era il duplo e questo era il vero lego.
Ma non mi ero mai spinto, non ne avevo mai avuto bisogno, fino alle SP (stored procedures).
Ora, sempre lui, me le ha spiegate e nuove meravigliose combinazioni e costruzioni mi si rivelano.
Ancora grazie !
5am
19/04/2005
A proposito di missionari
Domenica sera, fatto assolutamente straordinario per il sottoscritto, eravamo in pizzeria per una rimpatriata con un amico medico che da anni manda avanti un ospedale in uno sperduto paesino dell'Africa.
Naturalmente non mi sorprendeva sentirlo molto più informato di me sulle questioni italiane, con la padella satellitare ed il generatore di corrente lui si guarda molta più tv di quanto possa fare il sottoscritto, che ogni sera sacrifica la sua dose di informazione televisiva a morfeo ed a walt disney.
Ma mi ha sorpreso la sua incazzatura con Berlusconi, reo di non aver fatto arrestare il dittatore africano che, tranquillo come una pasqua, se n'è venuto in Italia a celebrare i funerali del Papa.
Non riesce ancora a darsi pace: perchè gli inglesi hanno arrestato Pinochet e noi non abbiamo arrestato quello lì ?
Citando Mogol-Battisti: "Domanda inutile"
5am
Domenica sera, fatto assolutamente straordinario per il sottoscritto, eravamo in pizzeria per una rimpatriata con un amico medico che da anni manda avanti un ospedale in uno sperduto paesino dell'Africa.
Naturalmente non mi sorprendeva sentirlo molto più informato di me sulle questioni italiane, con la padella satellitare ed il generatore di corrente lui si guarda molta più tv di quanto possa fare il sottoscritto, che ogni sera sacrifica la sua dose di informazione televisiva a morfeo ed a walt disney.
Ma mi ha sorpreso la sua incazzatura con Berlusconi, reo di non aver fatto arrestare il dittatore africano che, tranquillo come una pasqua, se n'è venuto in Italia a celebrare i funerali del Papa.
Non riesce ancora a darsi pace: perchè gli inglesi hanno arrestato Pinochet e noi non abbiamo arrestato quello lì ?
Citando Mogol-Battisti: "Domanda inutile"
5am
It doesn't like mondays (i grattacapi della business intelligence)
Che fare quando un sql server, probabilmente di contrabbando, Vi fa iniziare le settimane alla domenica ?
La funzione datepart(wk, data) non ammette opzioni per specificare in che giorno deve iniziare la settimana.
Ma finora il problema non si era mai posto perchè il risultato era sempre quello di un normale lunedì.
Devo controllare che versione è, ma se i miei ricordi musicali non sbagliano, anche gli anglosassoni considerano il lunedì come il giorno di inizio settimana. Non cantava forse Bob "missionario" Geldorf, ai tempi degli insipidi Boomtown Rats: "I don't like mondays" ?
5am
Che fare quando un sql server, probabilmente di contrabbando, Vi fa iniziare le settimane alla domenica ?
La funzione datepart(wk, data) non ammette opzioni per specificare in che giorno deve iniziare la settimana.
Ma finora il problema non si era mai posto perchè il risultato era sempre quello di un normale lunedì.
Devo controllare che versione è, ma se i miei ricordi musicali non sbagliano, anche gli anglosassoni considerano il lunedì come il giorno di inizio settimana. Non cantava forse Bob "missionario" Geldorf, ai tempi degli insipidi Boomtown Rats: "I don't like mondays" ?
5am
16/04/2005
pigrizia e velleità
Da un commento di Seia scopro che esiste un progetto di City-Blog.
D'impulso stavo per iscrivermi al City-Blog di Bologna, che ancora non è partito, poi mi sono detto: "Già non aggiorni il tuo storico quartiere-blog (cioè il qui presente 5 del Mattino), poi sei talmente pigro da non indicizzare più i tuoi rari post sul BlogAggregator, per non fare la fatica di andare a vedere la nuova password dopo che ti hanno cambiato la vecchia, infine hai da poco aperto un condominio-blog, che non avrà maggior fortuna di quello di quartiere. Come pretendi adesso di avviare anche un city-blog ? Ma lascia perdere che è meglio !"
Buongiorno a tutti !
5am
Da un commento di Seia scopro che esiste un progetto di City-Blog.
D'impulso stavo per iscrivermi al City-Blog di Bologna, che ancora non è partito, poi mi sono detto: "Già non aggiorni il tuo storico quartiere-blog (cioè il qui presente 5 del Mattino), poi sei talmente pigro da non indicizzare più i tuoi rari post sul BlogAggregator, per non fare la fatica di andare a vedere la nuova password dopo che ti hanno cambiato la vecchia, infine hai da poco aperto un condominio-blog, che non avrà maggior fortuna di quello di quartiere. Come pretendi adesso di avviare anche un city-blog ? Ma lascia perdere che è meglio !"
Buongiorno a tutti !
5am
14/04/2005
non proprio censura, ma...
Cerco su google news notizie sul pasticcio di Cofferati e la metropolitana di Bologna e trovo qualcosa dal sito del Resto Del Carlino, qualche comunicato stampa della Giunta, sempre sul RdC, e basta.
Cerco, ancora lì, notizie su Cofferati papà e trovo solamente notizie su Cofferati ed il Papa: che c'è una bella differenza.
E' vero, non ho cercato con grande convinzione, però ho la vaga impressione che un benevolo silenzio stia coprendo la partenza, non proprio brillante, di questa giunta.
Bah, staremo a vedere.
5am
Cerco su google news notizie sul pasticcio di Cofferati e la metropolitana di Bologna e trovo qualcosa dal sito del Resto Del Carlino, qualche comunicato stampa della Giunta, sempre sul RdC, e basta.
Cerco, ancora lì, notizie su Cofferati papà e trovo solamente notizie su Cofferati ed il Papa: che c'è una bella differenza.
E' vero, non ho cercato con grande convinzione, però ho la vaga impressione che un benevolo silenzio stia coprendo la partenza, non proprio brillante, di questa giunta.
Bah, staremo a vedere.
5am
StupidLoyd
Da 3 anni faccio parte del popolo dei "380.000" assicurati genialloyd.
Finora nessun problema nel meccanismo perfettamente oliato del rinnovo annuale della polizza: 1.preventivo online; 2. telefonata di conferma e comnicazione estremi carta di credito.
Ma guai a commettere una minima dimenticanza ed a volere modificare una polizza in corso.
Il fatto: con il recente cambio d'auto ho fatto, come d'uso, il trasferimento di polizza.
Il misfatto: naturalmente, come mio solito, non ho programmato bene la cosa e solo a cose fatte mi è venuto in mente che per la nuova auto avrei voluto anche la copertura del rischio di collisione (la cosiddetta minikasko).
Quando, circa due ore dopo la conferma, mi sono accorto della dimenticanza è iniziato un vero calvario fatto di telefonate ai risponditori automatici del call center.
Alla fine, dopo giorni di innumerevoli ed interminabili "attendere prego", inesorabilmente seguiti dai beffardi "...non possiamo assegnarle una priorità di chiamata, riprovi più tardi", mi è stato ufficialmente comunicato che la mia richiesta era "impossibile".
Possibile che anche in mezzo a 379.999 geni di assicurati mi tocchi fare la figura dell'unico stupido?
Buongiorno a tutti
5am
Da 3 anni faccio parte del popolo dei "380.000" assicurati genialloyd.
Finora nessun problema nel meccanismo perfettamente oliato del rinnovo annuale della polizza: 1.preventivo online; 2. telefonata di conferma e comnicazione estremi carta di credito.
Ma guai a commettere una minima dimenticanza ed a volere modificare una polizza in corso.
Il fatto: con il recente cambio d'auto ho fatto, come d'uso, il trasferimento di polizza.
Il misfatto: naturalmente, come mio solito, non ho programmato bene la cosa e solo a cose fatte mi è venuto in mente che per la nuova auto avrei voluto anche la copertura del rischio di collisione (la cosiddetta minikasko).
Quando, circa due ore dopo la conferma, mi sono accorto della dimenticanza è iniziato un vero calvario fatto di telefonate ai risponditori automatici del call center.
Alla fine, dopo giorni di innumerevoli ed interminabili "attendere prego", inesorabilmente seguiti dai beffardi "...non possiamo assegnarle una priorità di chiamata, riprovi più tardi", mi è stato ufficialmente comunicato che la mia richiesta era "impossibile".
Possibile che anche in mezzo a 379.999 geni di assicurati mi tocchi fare la figura dell'unico stupido?
Buongiorno a tutti
5am
07/04/2005
06/04/2005
segnalibroEcco i migliori link dagli ultimi numeri di pc professionale:
1) DistroWatch: il sito che propone l'inventario delle distribuzioni linux
2) HelpMaker: un software per scrivere manuali ed help on line
3) Ieview: un plugin per firefox dedicato alle pagine che si aprono solo su ie
5am
05/04/2005
La notte degli oscar
Dopo il buio della lunga nottata, iniziata la mattina dell'11/9, si profila l'alba di un nuovo giorno, che segue la notte dell'11/2.
Il grande venditore di fumo, ostacolato perfino dal suo ministro che ha proibito il fumo in tutto il paese, pare definitivamente avviato sul viale del tramonto (almeno politico).
Un oscar al fair play agli uomini della destra, quella senza eufemismi (come "centro-") . Le dichiarazioni di Storace e di Fini sono degne di riconoscimento: questi uomini sanno perdere sportivamente.
La notizia buona è che questo governo, che ha fatto di tutto per peggiorare una situazione già brutta in partenza (una crisi economica come quella di questi anni, non aveva certo bisogno di un governo oberato di guai giudiziari e di conflitti di interessi), è stato di fatto sfiduciato.
La seconda notizia buona è che la morte del papa, almeno per oggi, non è più "La Notizia".
La notizia cattiva, purtroppo c'è sempre anche quella, è che coloro che saranno chiamati alla successione sono i soliti noti (a partire da Prodi): rassicuranti ma immutabili nel loro grigiore e nel loro essere ingessati nei fragili equilibri del "centro-"(ahia l'addolcitore !)-sinistra.
Buongiorno a tutti !
5am
Dopo il buio della lunga nottata, iniziata la mattina dell'11/9, si profila l'alba di un nuovo giorno, che segue la notte dell'11/2.
Il grande venditore di fumo, ostacolato perfino dal suo ministro che ha proibito il fumo in tutto il paese, pare definitivamente avviato sul viale del tramonto (almeno politico).
Un oscar al fair play agli uomini della destra, quella senza eufemismi (come "centro-") . Le dichiarazioni di Storace e di Fini sono degne di riconoscimento: questi uomini sanno perdere sportivamente.
La notizia buona è che questo governo, che ha fatto di tutto per peggiorare una situazione già brutta in partenza (una crisi economica come quella di questi anni, non aveva certo bisogno di un governo oberato di guai giudiziari e di conflitti di interessi), è stato di fatto sfiduciato.
La seconda notizia buona è che la morte del papa, almeno per oggi, non è più "La Notizia".
La notizia cattiva, purtroppo c'è sempre anche quella, è che coloro che saranno chiamati alla successione sono i soliti noti (a partire da Prodi): rassicuranti ma immutabili nel loro grigiore e nel loro essere ingessati nei fragili equilibri del "centro-"(ahia l'addolcitore !)-sinistra.
Buongiorno a tutti !
5am
02/04/2005
catene e libertà
Questa settimana in cui ho, per l'ennesima volta, assaggiato il gusto amaro delle catene di scartoffie che ci legano mani e piedi (*), si conclude con un'immagine di gioiosa libertà e fantasia (matematica) al potere: la home page di gmail , con uno schizzo da "tovagliolino di carta", mi spiega che la mia mailbox non avrà più limiti: fino a l'altro ieri era un gigabyte (ed era già una gran cosa), ieri è passata ad 1,3 gb e questa mattina è già ad 1,8 gb.
Buongiorno a tutti !
5am
****
(*)Provate ad avere uno studio professionale associato, ancora regolato dalle leggi razziali del 1936 (**), lasciate intatte anche dall'ultima riforma per la "competitività", ed a vendere (***) ed acquistare (****) un'auto, operazione ancora regolata dalla legge della scartoffia. E' un vero incubo di burocrazia da cui non uscirete tanto facilmente.
****
(**) Le leggi del 1936 che regolamentano ancora oggi gli studi professionali associati sono basate sulle leggi razziali, che avevano lo scopo di "stanare" i professionisti ebrei soci di studi professionali: vietate quindi per i professionisti le normali società (srl o spa).
(***) La buona, vecchia, cara, ammaccata audi è stata venduta con un annuncio su ebay ed una telefonata. Poi sono stati necessari due atti notarili ed una infinità di firme e documenti.
(****) Ma anche le operazioni di acquisto della nuova macchina non scherzano: da tre giorni, ogni mattina, prima di iniziare a lavorare sto passando dalla concessionaria a portare qualche bel moduletto con firma "originale" e fotocopia della carta d'identità del firmatario.
Questa settimana in cui ho, per l'ennesima volta, assaggiato il gusto amaro delle catene di scartoffie che ci legano mani e piedi (*), si conclude con un'immagine di gioiosa libertà e fantasia (matematica) al potere: la home page di gmail , con uno schizzo da "tovagliolino di carta", mi spiega che la mia mailbox non avrà più limiti: fino a l'altro ieri era un gigabyte (ed era già una gran cosa), ieri è passata ad 1,3 gb e questa mattina è già ad 1,8 gb.
Buongiorno a tutti !
5am
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(*)Provate ad avere uno studio professionale associato, ancora regolato dalle leggi razziali del 1936 (**), lasciate intatte anche dall'ultima riforma per la "competitività", ed a vendere (***) ed acquistare (****) un'auto, operazione ancora regolata dalla legge della scartoffia. E' un vero incubo di burocrazia da cui non uscirete tanto facilmente.
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(**) Le leggi del 1936 che regolamentano ancora oggi gli studi professionali associati sono basate sulle leggi razziali, che avevano lo scopo di "stanare" i professionisti ebrei soci di studi professionali: vietate quindi per i professionisti le normali società (srl o spa).
(***) La buona, vecchia, cara, ammaccata audi è stata venduta con un annuncio su ebay ed una telefonata. Poi sono stati necessari due atti notarili ed una infinità di firme e documenti.
(****) Ma anche le operazioni di acquisto della nuova macchina non scherzano: da tre giorni, ogni mattina, prima di iniziare a lavorare sto passando dalla concessionaria a portare qualche bel moduletto con firma "originale" e fotocopia della carta d'identità del firmatario.
23/03/2005
diesel olio di cozze
Stamattina ho passato qualche minuto consultando le chiavi di ricerca che hanno portato visite a questo blog.
Devo farlo più spesso perchè è una lettura veramente spassosa.
5am
Beh, se poi non cercavate l'olio di cozze forse cercavate quest'altro olio
Stamattina ho passato qualche minuto consultando le chiavi di ricerca che hanno portato visite a questo blog.
Devo farlo più spesso perchè è una lettura veramente spassosa.
5am
Beh, se poi non cercavate l'olio di cozze forse cercavate quest'altro olio
ozio et negozio
Sto lavorando da oltre 2 ore ed ho dovuto spedire parecchi messaggi email.
Chissà se i destinatari, che ignorano questo blog, noteranno l'ora, antelucana, d'invio.
Bene, eventuali osservazioni su una mia presunta insonnia potrebbero darmi l'occasione per metterli a conoscenza della produzione artistica del sottoscritto.
Buongiorno a tutti !
5am
Sto lavorando da oltre 2 ore ed ho dovuto spedire parecchi messaggi email.
Chissà se i destinatari, che ignorano questo blog, noteranno l'ora, antelucana, d'invio.
Bene, eventuali osservazioni su una mia presunta insonnia potrebbero darmi l'occasione per metterli a conoscenza della produzione artistica del sottoscritto.
Buongiorno a tutti !
5am
21/03/2005
11/03/2005
Allarme Cina
Fra i tanti fantasmi continuamente agitati dai media, dopo essersi rapidamente consumato quello dell'improbabile complotto USA contro i giornalisti non-embedded, va in scena in questi giorni, con replica tutte le mattine sui canali della radio e sui principali quotidiani, lo spettro dell'insostenibile concorrenza dell'industria tessile cinese contro l'industria tessile italiana.
Si invocano a gran voce misure di protezione di ogni tipo: dazi, quote, filo spinato, doganieri scansafatiche o corrotti, insomma tutto quanto possa servire ad arginare quello che sembra uno tsunami di prodotti venduti a prezzi imbattibili.
Certo, è prevedibile che nel medio-lungo termine la Cina finisca per assorbire parte del ruolo che l'Italia ha finora ricoperto nella produzione globale del settore tessile, abbigliamento e calzaturiero, tuttavia questa situazione si verificherà solo quando questo settore si sarà ridimensionato sotto la pressione di concorrenti assai diversi da quelli che ci indicano i giornali.
Per un'azienda tipica italiana del settore della moda, in questa fase, Nokia e Samsung sono concorrenti ben più temibili dei cinesi che producono a ritmi ed a costi, è vero, inarrivabili, ma fabbricano prodotti destinati, prevalentemente, ai mercati ambulanti e del primo prezzo, che da tempo sono, o avrebbero dovuto essere, stati abbandonati dai produttori nazionali.
Ben piccola parte delle nostre produzioni di medio e alto livello può essere erosa da questo tipo di concorrenza. Al contrario, a fronte di redditi stabili, se non in fase di contrazione, sono i nuovi consumi, tecnologia e viaggi, che sottraggono fette sempre più grosse di una torta che non cresce più o, peggio, diminusce.
Questo spostamento dei consumi si innesta sull'atavica e mai risolta inefficienza del settore: collezioni progettate con anticipi che neppure i progettisti della NASA si possono permettere. Il Just in time, filosofia di logistica vecchia di decenni, forse oggi superata da chissà che altro, non ha mai sfiorato le anticamere di stilisti e direttori di produzione di questo settore.
Il problema delle scorte non è stato affrontato nell'unico modo conosciuto nei settori industriali “normali” (attendo fattura di Massimo Dalema per le royalties sull'utilizzo della parola “normale”): basterebbe sforzarsi di non produrre ciò che non si può vendere. No, in questo settore, dove il mito spesso offusca la ragione, si produce “a prescindere” e le scorte vengono spostate negli Outlet, convinti che basti costruire qualche specie di orrendo parco dei divertimenti, dove si possa evocare la magica parola “sconto”, per far ingoiare al popolo bue le indesiderate scorte di prodotti stantii.
Anche questo è un vicolo cieco che non porta da nessuna parte: al più servirà a fare arricchire qualche costruttore edile, ma serve solo a ritardare il momento della resa dei conti, che sta arrivando più in fretta dei cinesi.
Ma il mito dell'Outlet non è l'unico diversivo che ci impedisce di vedere il nocciolo del problema.
Giorni fa vedo in tv un ragazzotto, tal Francesco Renga, faccia simpatica, o da stronzo, a seconda dei gusti di chi guarda, famoso finora per la sua fidanzata, tale Ambra Angiolini, faccia da stronza per tutti i gusti.
Ora il bravo Francesco è riuscito a fare qualcosa di grosso da solo, o quasi: ha fatto una bella canzoncina nazional-popolare e ci ha vinto il festival di Sanremo.
Ebbene lui è giovane, bello e simpatico (?) ed è giusto che voglia sfoggiare qualcosa di speciale, qualcosa di veramente alla moda. E come si è vestito ?
I pantaloni: un paio di jeans slavati
La camicia: di popeline bianco
Fin qui nulla di particolare, più che una star della canzonetta pare un qualsiasi ragionier Renga pronto per la discoteca del sabato sera.
Poi la zampata, la giacca, il pezzo “fashion”, il pezzo di “lusso”, il pezzo da “star”.
L'oggetto inavvicinabile e da sogno che potrà salvare le sorti del made in italy qualificandolo nel mondo come produzione di lusso, quindi neppure confrontabile con gli stracci di fabbricazione cinese.
Ma com'era 'sta giacca ?
Era un modello finto barbone, composta di almeno 200 striscette di tessuto, cucita, in non meno di due ore, probabilmente in qualche laboratorio rumeno (a ridaje con la delocalizzazione).
Ecco dunque l'altra illusione del fashion system italiano: fabbricare prodotti assurdi e costosissimi (2 ore di cucitura sono il quadruplo del tempo necessario per una giacca standard) per differenziarsi dai prodotti banali ed economici.
E' una trappola anche questa: l'assurdo, dopo la sorpresa iniziale, non interessa e non interesserà più a nessuno.
Ma c'è la Russia, c'è la Cina, ci sono i nuovi ricchi, il grande mercato fatto di gente che ha fatto da poco tempo i soldi e vuole spendere, particolarmente in cose pacchiane, per fare crepare d'invidia i miserabili che li circondano.
Coi giapponesi è già finita, con i russi ed i cinesi quanto potrà durare ?
“Sì ma noi avremo già fatto soldi a sufficienza, giusto Dolce ?”
“Giustissimo Gabbana”.
Fra i tanti fantasmi continuamente agitati dai media, dopo essersi rapidamente consumato quello dell'improbabile complotto USA contro i giornalisti non-embedded, va in scena in questi giorni, con replica tutte le mattine sui canali della radio e sui principali quotidiani, lo spettro dell'insostenibile concorrenza dell'industria tessile cinese contro l'industria tessile italiana.
Si invocano a gran voce misure di protezione di ogni tipo: dazi, quote, filo spinato, doganieri scansafatiche o corrotti, insomma tutto quanto possa servire ad arginare quello che sembra uno tsunami di prodotti venduti a prezzi imbattibili.
Certo, è prevedibile che nel medio-lungo termine la Cina finisca per assorbire parte del ruolo che l'Italia ha finora ricoperto nella produzione globale del settore tessile, abbigliamento e calzaturiero, tuttavia questa situazione si verificherà solo quando questo settore si sarà ridimensionato sotto la pressione di concorrenti assai diversi da quelli che ci indicano i giornali.
Per un'azienda tipica italiana del settore della moda, in questa fase, Nokia e Samsung sono concorrenti ben più temibili dei cinesi che producono a ritmi ed a costi, è vero, inarrivabili, ma fabbricano prodotti destinati, prevalentemente, ai mercati ambulanti e del primo prezzo, che da tempo sono, o avrebbero dovuto essere, stati abbandonati dai produttori nazionali.
Ben piccola parte delle nostre produzioni di medio e alto livello può essere erosa da questo tipo di concorrenza. Al contrario, a fronte di redditi stabili, se non in fase di contrazione, sono i nuovi consumi, tecnologia e viaggi, che sottraggono fette sempre più grosse di una torta che non cresce più o, peggio, diminusce.
Questo spostamento dei consumi si innesta sull'atavica e mai risolta inefficienza del settore: collezioni progettate con anticipi che neppure i progettisti della NASA si possono permettere. Il Just in time, filosofia di logistica vecchia di decenni, forse oggi superata da chissà che altro, non ha mai sfiorato le anticamere di stilisti e direttori di produzione di questo settore.
Il problema delle scorte non è stato affrontato nell'unico modo conosciuto nei settori industriali “normali” (attendo fattura di Massimo Dalema per le royalties sull'utilizzo della parola “normale”): basterebbe sforzarsi di non produrre ciò che non si può vendere. No, in questo settore, dove il mito spesso offusca la ragione, si produce “a prescindere” e le scorte vengono spostate negli Outlet, convinti che basti costruire qualche specie di orrendo parco dei divertimenti, dove si possa evocare la magica parola “sconto”, per far ingoiare al popolo bue le indesiderate scorte di prodotti stantii.
Anche questo è un vicolo cieco che non porta da nessuna parte: al più servirà a fare arricchire qualche costruttore edile, ma serve solo a ritardare il momento della resa dei conti, che sta arrivando più in fretta dei cinesi.
Ma il mito dell'Outlet non è l'unico diversivo che ci impedisce di vedere il nocciolo del problema.
Giorni fa vedo in tv un ragazzotto, tal Francesco Renga, faccia simpatica, o da stronzo, a seconda dei gusti di chi guarda, famoso finora per la sua fidanzata, tale Ambra Angiolini, faccia da stronza per tutti i gusti.
Ora il bravo Francesco è riuscito a fare qualcosa di grosso da solo, o quasi: ha fatto una bella canzoncina nazional-popolare e ci ha vinto il festival di Sanremo.
Ebbene lui è giovane, bello e simpatico (?) ed è giusto che voglia sfoggiare qualcosa di speciale, qualcosa di veramente alla moda. E come si è vestito ?
I pantaloni: un paio di jeans slavati
La camicia: di popeline bianco
Fin qui nulla di particolare, più che una star della canzonetta pare un qualsiasi ragionier Renga pronto per la discoteca del sabato sera.
Poi la zampata, la giacca, il pezzo “fashion”, il pezzo di “lusso”, il pezzo da “star”.
L'oggetto inavvicinabile e da sogno che potrà salvare le sorti del made in italy qualificandolo nel mondo come produzione di lusso, quindi neppure confrontabile con gli stracci di fabbricazione cinese.
Ma com'era 'sta giacca ?
Era un modello finto barbone, composta di almeno 200 striscette di tessuto, cucita, in non meno di due ore, probabilmente in qualche laboratorio rumeno (a ridaje con la delocalizzazione).
Ecco dunque l'altra illusione del fashion system italiano: fabbricare prodotti assurdi e costosissimi (2 ore di cucitura sono il quadruplo del tempo necessario per una giacca standard) per differenziarsi dai prodotti banali ed economici.
E' una trappola anche questa: l'assurdo, dopo la sorpresa iniziale, non interessa e non interesserà più a nessuno.
Ma c'è la Russia, c'è la Cina, ci sono i nuovi ricchi, il grande mercato fatto di gente che ha fatto da poco tempo i soldi e vuole spendere, particolarmente in cose pacchiane, per fare crepare d'invidia i miserabili che li circondano.
Coi giapponesi è già finita, con i russi ed i cinesi quanto potrà durare ?
“Sì ma noi avremo già fatto soldi a sufficienza, giusto Dolce ?”
“Giustissimo Gabbana”.
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