avviso
la settimana lavorativa è tragica, pertanto la presenza sul blog sarà pressochè nulla.
5am
30/09/2003
28/09/2003
27/09/2003
916 o 921 ?
Inutile, anche quando vogliamo fare i precisi, alla tedesca, noi restiamo sempre italiani: approssimativi (*).
Ieri mattina, autostrada del sole, direzione Firenze, poco prima del Cantagallo un grande pannello mi informa che mancano 916 giorni al termine dei lavori per la variante di valico, la grande bretella che correrà parallela all’autostrada fra Sasso Marconi e Barberino del Mugello, per decongestionare un po’ questo tratto di autostrada. E scusate se vi svelo qui un cattivo pensiero: io più è congestionata e più mi diverto, ma queste sono perversioni che non c’entrano nulla.
La cosa mi colpisce, e comincio a pensarci, io che ho faticato le 12 fatiche e sudato le 7 camicie, fra ingegneri riluttanti e manutentori ostili, per impostare in aziende e comuni sistemi per prevedere i tempi (ed i costi) del completamento di “grandi lavori” che, al confronto con la variante, farebbero la figura di giocattoli da bambini.
E’ una cosa bellissima, penso fra me e me, questo pannello elettronico che ogni giorno ti informa su quanto tempo (ancora il costo non ce l’hanno voluto mettere, ma va bene lo stesso) manca alla fine dei lavori.
Poi sempre più entusiasta (capita, guidando, di entusiasmarsi e perdere tempo mentale su questo tipo di cose) comincio a calcolare la data di scadenza dei 916 giorni: dunque 26/09/03 + 916 giorni, ma è troppo difficile, ci vorrebbe l’excel ! (**)
Vorrei segnarmi questo giorno sull’agenda.
Intanto, immerso in questi pensieri, ho percorso altri 10 km e toh!, un altro pannello. Butto lo sguardo sul display e, accidenti !, qui mancano 921 giorni.
La delusione è grande, tutto il mio entusiasmo svanisce immediatamente: un’altra occasione mancata. Se non siamo capaci di allineare 2 dispaly a 10 km di distanza l’uno dall’altro, figuriamoci se saremo capaci di rispettare tempi e costi previsti.
Poi, dopo 2 kilometri, arrivato al curvone di Sasso Marconi, ecco il cantiere con i due grandi tunnel che s’infilano sotto la collina.
Lo guardo e sorrido.
Buongiorno a tutti !
5AM
(*) nota: approssimativo o aprossimativo ? ero stato colto dai soliti dubbi. Google ne trova 71 con una p sola e 19300 con 2 p, quindi ovviamente ho scelto quest'ultima versione.
(**) nota: 26/09/2003 + 916 giorni = 30/03/2006
Inutile, anche quando vogliamo fare i precisi, alla tedesca, noi restiamo sempre italiani: approssimativi (*).
Ieri mattina, autostrada del sole, direzione Firenze, poco prima del Cantagallo un grande pannello mi informa che mancano 916 giorni al termine dei lavori per la variante di valico, la grande bretella che correrà parallela all’autostrada fra Sasso Marconi e Barberino del Mugello, per decongestionare un po’ questo tratto di autostrada. E scusate se vi svelo qui un cattivo pensiero: io più è congestionata e più mi diverto, ma queste sono perversioni che non c’entrano nulla.
La cosa mi colpisce, e comincio a pensarci, io che ho faticato le 12 fatiche e sudato le 7 camicie, fra ingegneri riluttanti e manutentori ostili, per impostare in aziende e comuni sistemi per prevedere i tempi (ed i costi) del completamento di “grandi lavori” che, al confronto con la variante, farebbero la figura di giocattoli da bambini.
E’ una cosa bellissima, penso fra me e me, questo pannello elettronico che ogni giorno ti informa su quanto tempo (ancora il costo non ce l’hanno voluto mettere, ma va bene lo stesso) manca alla fine dei lavori.
Poi sempre più entusiasta (capita, guidando, di entusiasmarsi e perdere tempo mentale su questo tipo di cose) comincio a calcolare la data di scadenza dei 916 giorni: dunque 26/09/03 + 916 giorni, ma è troppo difficile, ci vorrebbe l’excel ! (**)
Vorrei segnarmi questo giorno sull’agenda.
Intanto, immerso in questi pensieri, ho percorso altri 10 km e toh!, un altro pannello. Butto lo sguardo sul display e, accidenti !, qui mancano 921 giorni.
La delusione è grande, tutto il mio entusiasmo svanisce immediatamente: un’altra occasione mancata. Se non siamo capaci di allineare 2 dispaly a 10 km di distanza l’uno dall’altro, figuriamoci se saremo capaci di rispettare tempi e costi previsti.
Poi, dopo 2 kilometri, arrivato al curvone di Sasso Marconi, ecco il cantiere con i due grandi tunnel che s’infilano sotto la collina.
Lo guardo e sorrido.
Buongiorno a tutti !
5AM
(*) nota: approssimativo o aprossimativo ? ero stato colto dai soliti dubbi. Google ne trova 71 con una p sola e 19300 con 2 p, quindi ovviamente ho scelto quest'ultima versione.
(**) nota: 26/09/2003 + 916 giorni = 30/03/2006
Finalmente !
Amina è libera.
Ci sono volute milioni di firme (incluse quelle di supratori, puttanieri ed assassini ? Statisticamente parlando direi di sì).
Ci sono volute ore di battage radiofonico, diavolo d’un Forbice !, dovendoci sorbire a Zapping la lettura di tutti i nomi dei firmatari.
Ma alla fine ce l’ha fatta.
Era ora.
5AM
Amina è libera.
Ci sono volute milioni di firme (incluse quelle di supratori, puttanieri ed assassini ? Statisticamente parlando direi di sì).
Ci sono volute ore di battage radiofonico, diavolo d’un Forbice !, dovendoci sorbire a Zapping la lettura di tutti i nomi dei firmatari.
Ma alla fine ce l’ha fatta.
Era ora.
5AM
25/09/2003
misure
misure contro i tifosi violenti: 2 kilogrammi di acciaio e 2 metri di ferro.
basteranno ?
A parte l'umorismo d'accatto (che non fa ridere neppure l'autore), una cosa mi ha colpito di quella scena:
Le pistole dei poliziotti ben chiuse nella fondina.
Mirabile self control ?
Imparata la lezione di Genova ?
Oppure, forse, la polizia considera la violenza degli stadi come esagerazioni e ragazzate, in fondo non tanto pericolose ? Quindi non meritevoli di una bella pistolettata ?
Insomma, 2 pesi e 2 misure.
5AM
ps: per questo post del 23 settembre ho utilizzato la nuova funzione di blogger: "change time & date", aggiornandolo ad oggi. Rimango ancora in attesa della funzione di ordinamento dell'archivio in senso cronologico "normale". Perchè gli archivi vanno letti così, possibile che quei geni di blogger non lo capiscano ?!?!?!?
misure contro i tifosi violenti: 2 kilogrammi di acciaio e 2 metri di ferro.
basteranno ?
A parte l'umorismo d'accatto (che non fa ridere neppure l'autore), una cosa mi ha colpito di quella scena:
Le pistole dei poliziotti ben chiuse nella fondina.
Mirabile self control ?
Imparata la lezione di Genova ?
Oppure, forse, la polizia considera la violenza degli stadi come esagerazioni e ragazzate, in fondo non tanto pericolose ? Quindi non meritevoli di una bella pistolettata ?
Insomma, 2 pesi e 2 misure.
5AM
ps: per questo post del 23 settembre ho utilizzato la nuova funzione di blogger: "change time & date", aggiornandolo ad oggi. Rimango ancora in attesa della funzione di ordinamento dell'archivio in senso cronologico "normale". Perchè gli archivi vanno letti così, possibile che quei geni di blogger non lo capiscano ?!?!?!?
23/09/2003
ci siamo cascati subito
Primo compito a casa della prima elementare.
Cerchiare le A e ricopiare due volte le parole.
La piccola esegue il compito poi me lo fa vedere.
Naturalmente non è perfetto, come avrebbe potuto ?
Non ha cerchiato le A ed ha ricopiato tre volte le parole.
Dico: Bene ! e le riconsegno il quaderno.
Più tardi la mamma: " mi fai vedere il compito ?"
E ci casca subito, spiegando alla piccola come avrebbe dovuto fare il compito.
Io protesto: "Allora a cosa serve la maestra ?
E lei: "Ma non voglio che sia l'unica a fare la brutta figura ! Perchè sicuramente la altre madri avranno corretto i compiti"
"Sicuro, dico io, se sono tutte impiccione come te !"
La bambina, confusa, non sa più a che santo votarsi.
Alla fine il compromesso: d'ora in poi non correggeremo più i compiti.
5AM
Primo compito a casa della prima elementare.
Cerchiare le A e ricopiare due volte le parole.
La piccola esegue il compito poi me lo fa vedere.
Naturalmente non è perfetto, come avrebbe potuto ?
Non ha cerchiato le A ed ha ricopiato tre volte le parole.
Dico: Bene ! e le riconsegno il quaderno.
Più tardi la mamma: " mi fai vedere il compito ?"
E ci casca subito, spiegando alla piccola come avrebbe dovuto fare il compito.
Io protesto: "Allora a cosa serve la maestra ?
E lei: "Ma non voglio che sia l'unica a fare la brutta figura ! Perchè sicuramente la altre madri avranno corretto i compiti"
"Sicuro, dico io, se sono tutte impiccione come te !"
La bambina, confusa, non sa più a che santo votarsi.
Alla fine il compromesso: d'ora in poi non correggeremo più i compiti.
5AM
Chissà perchè ?
Trovavo strano che la copertina raffigurasse una gondola.
Già perchè pensavo che "Di là dal fiume e tra gli alberi" fosse una storia di avventure di pesca nei boschi americani.
Una delle storie che hanno per protagonista il giovane Hemingway, alias Nick Adams.
Invece no.
Il fiume è il Brenta.
Il protagonista è il vecchio Hemingway, alias colonnello Richard Cantwell, che a Venezia si riposa dalle fatiche della guerra, godendo di tutte le cose dolci e belle che questa città poteva, e forse ancora può, offrire ad un uomo.
5AM
Trovavo strano che la copertina raffigurasse una gondola.
Già perchè pensavo che "Di là dal fiume e tra gli alberi" fosse una storia di avventure di pesca nei boschi americani.
Una delle storie che hanno per protagonista il giovane Hemingway, alias Nick Adams.
Invece no.
Il fiume è il Brenta.
Il protagonista è il vecchio Hemingway, alias colonnello Richard Cantwell, che a Venezia si riposa dalle fatiche della guerra, godendo di tutte le cose dolci e belle che questa città poteva, e forse ancora può, offrire ad un uomo.
5AM
radio playlist
Loro mettono le mani avanti e dichiarano che la playlist non l'hanno potuta scegliere.
Difficilmente, infatti, gli avremmo perdonato il passaggio della viscida canzone dei negritas.
Ma quelli di Radio Montecarlo perchè continuano a passare all'infinito le fruste canzoni di Howard Jones, Chris Rea, Sade, facendole seguire dal jingle "musica di grran classe" (doppia r per rendere l'accento falso-francese) ?
Non sarebbe una brutta radio e dopo le 21 è probabilmente la migliore, anche se il ritorno di Nick the Nightfly ha di nuovo abbassato il livello. Cosa ci volete fare, preferivo Kay Sandvick.
Però quelle canzoni obsolete che passano di continuo, senz'altro più economiche sotto il profilo dei diritti d'autore, faccio sempre più fatica a reggerle.
Buongiorno
5AM
PS: cosa sto ascoltando adesso ? I Tiromancino "2 Destini" su Radiouno
Loro mettono le mani avanti e dichiarano che la playlist non l'hanno potuta scegliere.
Difficilmente, infatti, gli avremmo perdonato il passaggio della viscida canzone dei negritas.
Ma quelli di Radio Montecarlo perchè continuano a passare all'infinito le fruste canzoni di Howard Jones, Chris Rea, Sade, facendole seguire dal jingle "musica di grran classe" (doppia r per rendere l'accento falso-francese) ?
Non sarebbe una brutta radio e dopo le 21 è probabilmente la migliore, anche se il ritorno di Nick the Nightfly ha di nuovo abbassato il livello. Cosa ci volete fare, preferivo Kay Sandvick.
Però quelle canzoni obsolete che passano di continuo, senz'altro più economiche sotto il profilo dei diritti d'autore, faccio sempre più fatica a reggerle.
Buongiorno
5AM
PS: cosa sto ascoltando adesso ? I Tiromancino "2 Destini" su Radiouno
20/09/2003
19/09/2003
Caro
Avete mai pagato 6.000 lire per un cono gelato ?
Io mai.
1.000 – 1.500 era il costo di quello che preferivo (crema e cioccolato)
2.000 quando volevo un gelato grande
3.000 per esagerare.
Ora pagare 3 euro è normale, e sfido chiunque a trovare un cono gelato a meno di 1 euro e 50.
E’ stato così, acquistando un gelato, che nell’estate del 2002 mi sono reso conto che il passaggio lira – euro non era stato del tutto indolore.
Ora, a distanza di 21 mesi, la polemica infuria sempre di più e non si vede soluzione: diventiamo irrimediabilmente tutti più poveri (o meno ricchi).
E forse non è un caso che oggi a Milano si inauguri il primo negozio italiano di H&M (Hennes & Mauritz).
L’hanno battezzata l’Ikea della moda: è svedese, è un colosso, vende moda alla moda (e non babbiona) a poco prezzo.
Sbarca a Milano, nel negozio sul C.so V.Emanuele, a pochi passi da P.zza S.Babila, che fu per tanti anni di Fiorucci e segue di un anno un altro colosso della moda a poco prezzo: lo spagnolo Zara.
In un anno in cui i consumatori hanno deciso che l’abbigliamento costava troppo e tutti i giorni hanno fatto il loro piccolo sciopero, Zara ha avuto risultati di vendita impressionanti, incassando nel solo negozio di Milano 33 milioni di euro.
C’è di che essere contenti, si fa per dire, l’ultimo baluardo industriale italiano (cioè l’industria della moda), viene sbeffeggiato in casa propria da uno spagnolo e prossimamente da uno svedese.
Noi siamo ripiegati nella pigrizia di confezionare prodotti di lusso e di prezzo astronomico, cioè prodotti che non implicano sforzi logistici o fantasia imprenditoriale, bensì “gusto” e “creatività”. Prodotti destinati a pochi milionari (in euro) sparsi in giro per il mondo.
E nel pieno del caos dei prezzi abbiamo anche pensato bene di decretare la fine della moda del semplice e del nero (il nero ha stufato ! non se ne può più del minimalismo ! dicevano i guru della moda nel 2000) per portare al successo gente barocca come Cavalli o Dolce e Gabbana, che si divertono a decorare i pantaloni come fossero alberi di natale.
E via chilogrammi di costosi accessori: cerniere e cernierine, pellicce e pelliccette, bottoni, catene, croci, manette e chi più ne ha più ne metta.
Risultato, anche le aziende misconosciute che producevano prodotti alla moda di una certa qualità, ma a prezzi contenuti, si sono ritrovate ad avere altissimi costi di produzione, e conseguenti prezzi di vendita proibitivi.
Quindi diamo un benvenuto alla moda economica di Zara e di H&M perché, forse, ci insegnerà che la logistica conta qualcosa e, forse, potremo tornare a recuperare il tempo perduto, se sapremo coniugare una certa qualità di materiali e di confezione con un’organizzazione produttiva e distributiva moderna.
E’ l’ultima chance che abbiamo, perché se Zara ed H&M capiscono che si può conquistare un ulteriore vasto pubblico sul fronte della qualità (dove sono, al momento, molto scadenti), siamo veramente fritti.
Se invece continueremo a baloccarci con il mito degli stilisti e delle sfilate, progettando e producendo abbigliamento con 18-12 mesi di anticipo (queste cose non le fa più nemmeno la Mercedes, cazzo!), saremo definitivamente fottuti.
Buongiorno a tutti !
5AM
Avete mai pagato 6.000 lire per un cono gelato ?
Io mai.
1.000 – 1.500 era il costo di quello che preferivo (crema e cioccolato)
2.000 quando volevo un gelato grande
3.000 per esagerare.
Ora pagare 3 euro è normale, e sfido chiunque a trovare un cono gelato a meno di 1 euro e 50.
E’ stato così, acquistando un gelato, che nell’estate del 2002 mi sono reso conto che il passaggio lira – euro non era stato del tutto indolore.
Ora, a distanza di 21 mesi, la polemica infuria sempre di più e non si vede soluzione: diventiamo irrimediabilmente tutti più poveri (o meno ricchi).
E forse non è un caso che oggi a Milano si inauguri il primo negozio italiano di H&M (Hennes & Mauritz).
L’hanno battezzata l’Ikea della moda: è svedese, è un colosso, vende moda alla moda (e non babbiona) a poco prezzo.
Sbarca a Milano, nel negozio sul C.so V.Emanuele, a pochi passi da P.zza S.Babila, che fu per tanti anni di Fiorucci e segue di un anno un altro colosso della moda a poco prezzo: lo spagnolo Zara.
In un anno in cui i consumatori hanno deciso che l’abbigliamento costava troppo e tutti i giorni hanno fatto il loro piccolo sciopero, Zara ha avuto risultati di vendita impressionanti, incassando nel solo negozio di Milano 33 milioni di euro.
C’è di che essere contenti, si fa per dire, l’ultimo baluardo industriale italiano (cioè l’industria della moda), viene sbeffeggiato in casa propria da uno spagnolo e prossimamente da uno svedese.
Noi siamo ripiegati nella pigrizia di confezionare prodotti di lusso e di prezzo astronomico, cioè prodotti che non implicano sforzi logistici o fantasia imprenditoriale, bensì “gusto” e “creatività”. Prodotti destinati a pochi milionari (in euro) sparsi in giro per il mondo.
E nel pieno del caos dei prezzi abbiamo anche pensato bene di decretare la fine della moda del semplice e del nero (il nero ha stufato ! non se ne può più del minimalismo ! dicevano i guru della moda nel 2000) per portare al successo gente barocca come Cavalli o Dolce e Gabbana, che si divertono a decorare i pantaloni come fossero alberi di natale.
E via chilogrammi di costosi accessori: cerniere e cernierine, pellicce e pelliccette, bottoni, catene, croci, manette e chi più ne ha più ne metta.
Risultato, anche le aziende misconosciute che producevano prodotti alla moda di una certa qualità, ma a prezzi contenuti, si sono ritrovate ad avere altissimi costi di produzione, e conseguenti prezzi di vendita proibitivi.
Quindi diamo un benvenuto alla moda economica di Zara e di H&M perché, forse, ci insegnerà che la logistica conta qualcosa e, forse, potremo tornare a recuperare il tempo perduto, se sapremo coniugare una certa qualità di materiali e di confezione con un’organizzazione produttiva e distributiva moderna.
E’ l’ultima chance che abbiamo, perché se Zara ed H&M capiscono che si può conquistare un ulteriore vasto pubblico sul fronte della qualità (dove sono, al momento, molto scadenti), siamo veramente fritti.
Se invece continueremo a baloccarci con il mito degli stilisti e delle sfilate, progettando e producendo abbigliamento con 18-12 mesi di anticipo (queste cose non le fa più nemmeno la Mercedes, cazzo!), saremo definitivamente fottuti.
Buongiorno a tutti !
5AM
17/09/2003
date a Gianni ciò che è di Gianni
Alcuni Massimi (Mantellini e Morelli) hanno stabilito, nel giro di pochi minuti dal sisma, che l'epicentro del terremoto di domenica era "da queste parti" (leggasi Emilia Romagna e, precisamente, a Monghidoro, patria di Gianni Morandi).
Come hanno fatto ?
Semplice, invece di precipitarsi in strada ancora in pigiama, o in mutande - secondo le preferenze notturne di ciascuno - dopo la prima scossa si collegavano immediatamente al web per consultare siti geologici e sismologici.
Io, che mi trovo ad uno stadio evolutivo precedente, ho reagito nel modo seguente:
bruscamente risvegliato dalle due scosse, mi sono alzato ed ho infilato le mutande, infatti non è consigliabile scappare per strada con gli attributi al vento, poi ho controllato che i bambini stessero ancora dormendo, poi ho controllato che le crepe sui muri di casa non si fossero ampliate, poi ho concordato con mia moglie il da farsi nel caso di ulteriori forti scosse,
poi sono tornato a dormire.
Questa volta con le mutande indossate, però.
Buongiorno a tutti !
5AM
Alcuni Massimi (Mantellini e Morelli) hanno stabilito, nel giro di pochi minuti dal sisma, che l'epicentro del terremoto di domenica era "da queste parti" (leggasi Emilia Romagna e, precisamente, a Monghidoro, patria di Gianni Morandi).
Come hanno fatto ?
Semplice, invece di precipitarsi in strada ancora in pigiama, o in mutande - secondo le preferenze notturne di ciascuno - dopo la prima scossa si collegavano immediatamente al web per consultare siti geologici e sismologici.
Io, che mi trovo ad uno stadio evolutivo precedente, ho reagito nel modo seguente:
bruscamente risvegliato dalle due scosse, mi sono alzato ed ho infilato le mutande, infatti non è consigliabile scappare per strada con gli attributi al vento, poi ho controllato che i bambini stessero ancora dormendo, poi ho controllato che le crepe sui muri di casa non si fossero ampliate, poi ho concordato con mia moglie il da farsi nel caso di ulteriori forti scosse,
poi sono tornato a dormire.
Questa volta con le mutande indossate, però.
Buongiorno a tutti !
5AM
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