19/04/2005

It doesn't like mondays (i grattacapi della business intelligence)

Che fare quando un sql server, probabilmente di contrabbando, Vi fa iniziare le settimane alla domenica ?
La funzione datepart(wk, data) non ammette opzioni per specificare in che giorno deve iniziare la settimana.
Ma finora il problema non si era mai posto perchè il risultato era sempre quello di un normale lunedì.
Devo controllare che versione è, ma se i miei ricordi musicali non sbagliano, anche gli anglosassoni considerano il lunedì come il giorno di inizio settimana. Non cantava forse Bob "missionario" Geldorf, ai tempi degli insipidi Boomtown Rats: "I don't like mondays" ?

5am

16/04/2005

pigrizia e velleità

Da un commento di Seia scopro che esiste un progetto di City-Blog.
D'impulso stavo per iscrivermi al City-Blog di Bologna, che ancora non è partito, poi mi sono detto: "Già non aggiorni il tuo storico quartiere-blog (cioè il qui presente 5 del Mattino), poi sei talmente pigro da non indicizzare più i tuoi rari post sul BlogAggregator, per non fare la fatica di andare a vedere la nuova password dopo che ti hanno cambiato la vecchia, infine hai da poco aperto un condominio-blog, che non avrà maggior fortuna di quello di quartiere. Come pretendi adesso di avviare anche un city-blog ? Ma lascia perdere che è meglio !"

Buongiorno a tutti !
5am

14/04/2005

non proprio censura, ma...

Cerco su google news notizie sul pasticcio di Cofferati e la metropolitana di Bologna e trovo qualcosa dal sito del Resto Del Carlino, qualche comunicato stampa della Giunta, sempre sul RdC, e basta.

Cerco, ancora lì, notizie su Cofferati papà e trovo solamente notizie su Cofferati ed il Papa: che c'è una bella differenza.

E' vero, non ho cercato con grande convinzione, però ho la vaga impressione che un benevolo silenzio stia coprendo la partenza, non proprio brillante, di questa giunta.

Bah, staremo a vedere.

5am
StupidLoyd

Da 3 anni faccio parte del popolo dei "380.000" assicurati genialloyd.
Finora nessun problema nel meccanismo perfettamente oliato del rinnovo annuale della polizza: 1.preventivo online; 2. telefonata di conferma e comnicazione estremi carta di credito.

Ma guai a commettere una minima dimenticanza ed a volere modificare una polizza in corso.

Il fatto: con il recente cambio d'auto ho fatto, come d'uso, il trasferimento di polizza.

Il misfatto: naturalmente, come mio solito, non ho programmato bene la cosa e solo a cose fatte mi è venuto in mente che per la nuova auto avrei voluto anche la copertura del rischio di collisione (la cosiddetta minikasko).
Quando, circa due ore dopo la conferma, mi sono accorto della dimenticanza è iniziato un vero calvario fatto di telefonate ai risponditori automatici del call center.
Alla fine, dopo giorni di innumerevoli ed interminabili "attendere prego", inesorabilmente seguiti dai beffardi "...non possiamo assegnarle una priorità di chiamata, riprovi più tardi", mi è stato ufficialmente comunicato che la mia richiesta era "impossibile".

Possibile che anche in mezzo a 379.999 geni di assicurati mi tocchi fare la figura dell'unico stupido?

Buongiorno a tutti
5am

07/04/2005

ancora un link

05/04/2005

La notte degli oscar

Dopo il buio della lunga nottata, iniziata la mattina dell'11/9, si profila l'alba di un nuovo giorno, che segue la notte dell'11/2.

Il grande venditore di fumo, ostacolato perfino dal suo ministro che ha proibito il fumo in tutto il paese, pare definitivamente avviato sul viale del tramonto (almeno politico).

Un oscar al fair play agli uomini della destra, quella senza eufemismi (come "centro-") . Le dichiarazioni di Storace e di Fini sono degne di riconoscimento: questi uomini sanno perdere sportivamente.

La notizia buona è che questo governo, che ha fatto di tutto per peggiorare una situazione già brutta in partenza (una crisi economica come quella di questi anni, non aveva certo bisogno di un governo oberato di guai giudiziari e di conflitti di interessi), è stato di fatto sfiduciato.

La seconda notizia buona è che la morte del papa, almeno per oggi, non è più "La Notizia".

La notizia cattiva, purtroppo c'è sempre anche quella, è che coloro che saranno chiamati alla successione sono i soliti noti (a partire da Prodi): rassicuranti ma immutabili nel loro grigiore e nel loro essere ingessati nei fragili equilibri del "centro-"(ahia l'addolcitore !)-sinistra.

Buongiorno a tutti !
5am


02/04/2005

catene e libertà

Questa settimana in cui ho, per l'ennesima volta, assaggiato il gusto amaro delle catene di scartoffie che ci legano mani e piedi (*), si conclude con un'immagine di gioiosa libertà e fantasia (matematica) al potere: la home page di gmail , con uno schizzo da "tovagliolino di carta", mi spiega che la mia mailbox non avrà più limiti: fino a l'altro ieri era un gigabyte (ed era già una gran cosa), ieri è passata ad 1,3 gb e questa mattina è già ad 1,8 gb.

Buongiorno a tutti !
5am

****

(*)Provate ad avere uno studio professionale associato, ancora regolato dalle leggi razziali del 1936 (**), lasciate intatte anche dall'ultima riforma per la "competitività", ed a vendere (***) ed acquistare (****) un'auto, operazione ancora regolata dalla legge della scartoffia. E' un vero incubo di burocrazia da cui non uscirete tanto facilmente.

****

(**) Le leggi del 1936 che regolamentano ancora oggi gli studi professionali associati sono basate sulle leggi razziali, che avevano lo scopo di "stanare" i professionisti ebrei soci di studi professionali: vietate quindi per i professionisti le normali società (srl o spa).

(***) La buona, vecchia, cara, ammaccata audi è stata venduta con un annuncio su ebay ed una telefonata. Poi sono stati necessari due atti notarili ed una infinità di firme e documenti.

(****) Ma anche le operazioni di acquisto della nuova macchina non scherzano: da tre giorni, ogni mattina, prima di iniziare a lavorare sto passando dalla concessionaria a portare qualche bel moduletto con firma "originale" e fotocopia della carta d'identità del firmatario.

23/03/2005

diesel olio di cozze

Stamattina ho passato qualche minuto consultando le chiavi di ricerca che hanno portato visite a questo blog.
Devo farlo più spesso perchè è una lettura veramente spassosa.

5am

Beh, se poi non cercavate l'olio di cozze forse cercavate quest'altro olio
ozio et negozio

Sto lavorando da oltre 2 ore ed ho dovuto spedire parecchi messaggi email.
Chissà se i destinatari, che ignorano questo blog, noteranno l'ora, antelucana, d'invio.
Bene, eventuali osservazioni su una mia presunta insonnia potrebbero darmi l'occasione per metterli a conoscenza della produzione artistica del sottoscritto.

Buongiorno a tutti !
5am

21/03/2005

11/03/2005

Allarme Cina

Fra i tanti fantasmi continuamente agitati dai media, dopo essersi rapidamente consumato quello dell'improbabile complotto USA contro i giornalisti non-embedded, va in scena in questi giorni, con replica tutte le mattine sui canali della radio e sui principali quotidiani, lo spettro dell'insostenibile concorrenza dell'industria tessile cinese contro l'industria tessile italiana.

Si invocano a gran voce misure di protezione di ogni tipo: dazi, quote, filo spinato, doganieri scansafatiche o corrotti, insomma tutto quanto possa servire ad arginare quello che sembra uno tsunami di prodotti venduti a prezzi imbattibili.

Certo, è prevedibile che nel medio-lungo termine la Cina finisca per assorbire parte del ruolo che l'Italia ha finora ricoperto nella produzione globale del settore tessile, abbigliamento e calzaturiero, tuttavia questa situazione si verificherà solo quando questo settore si sarà ridimensionato sotto la pressione di concorrenti assai diversi da quelli che ci indicano i giornali.

Per un'azienda tipica italiana del settore della moda, in questa fase, Nokia e Samsung sono concorrenti ben più temibili dei cinesi che producono a ritmi ed a costi, è vero, inarrivabili, ma fabbricano prodotti destinati, prevalentemente, ai mercati ambulanti e del primo prezzo, che da tempo sono, o avrebbero dovuto essere, stati abbandonati dai produttori nazionali.

Ben piccola parte delle nostre produzioni di medio e alto livello può essere erosa da questo tipo di concorrenza. Al contrario, a fronte di redditi stabili, se non in fase di contrazione, sono i nuovi consumi, tecnologia e viaggi, che sottraggono fette sempre più grosse di una torta che non cresce più o, peggio, diminusce.

Questo spostamento dei consumi si innesta sull'atavica e mai risolta inefficienza del settore: collezioni progettate con anticipi che neppure i progettisti della NASA si possono permettere. Il Just in time, filosofia di logistica vecchia di decenni, forse oggi superata da chissà che altro, non ha mai sfiorato le anticamere di stilisti e direttori di produzione di questo settore.

Il problema delle scorte non è stato affrontato nell'unico modo conosciuto nei settori industriali “normali” (attendo fattura di Massimo Dalema per le royalties sull'utilizzo della parola “normale”): basterebbe sforzarsi di non produrre ciò che non si può vendere. No, in questo settore, dove il mito spesso offusca la ragione, si produce “a prescindere” e le scorte vengono spostate negli Outlet, convinti che basti costruire qualche specie di orrendo parco dei divertimenti, dove si possa evocare la magica parola “sconto”, per far ingoiare al popolo bue le indesiderate scorte di prodotti stantii.

Anche questo è un vicolo cieco che non porta da nessuna parte: al più servirà a fare arricchire qualche costruttore edile, ma serve solo a ritardare il momento della resa dei conti, che sta arrivando più in fretta dei cinesi.

Ma il mito dell'Outlet non è l'unico diversivo che ci impedisce di vedere il nocciolo del problema.
Giorni fa vedo in tv un ragazzotto, tal Francesco Renga, faccia simpatica, o da stronzo, a seconda dei gusti di chi guarda, famoso finora per la sua fidanzata, tale Ambra Angiolini, faccia da stronza per tutti i gusti.
Ora il bravo Francesco è riuscito a fare qualcosa di grosso da solo, o quasi: ha fatto una bella canzoncina nazional-popolare e ci ha vinto il festival di Sanremo.
Ebbene lui è giovane, bello e simpatico (?) ed è giusto che voglia sfoggiare qualcosa di speciale, qualcosa di veramente alla moda. E come si è vestito ?
I pantaloni: un paio di jeans slavati
La camicia: di popeline bianco
Fin qui nulla di particolare, più che una star della canzonetta pare un qualsiasi ragionier Renga pronto per la discoteca del sabato sera.
Poi la zampata, la giacca, il pezzo “fashion”, il pezzo di “lusso”, il pezzo da “star”.
L'oggetto inavvicinabile e da sogno che potrà salvare le sorti del made in italy qualificandolo nel mondo come produzione di lusso, quindi neppure confrontabile con gli stracci di fabbricazione cinese.
Ma com'era 'sta giacca ?
Era un modello finto barbone, composta di almeno 200 striscette di tessuto, cucita, in non meno di due ore, probabilmente in qualche laboratorio rumeno (a ridaje con la delocalizzazione).
Ecco dunque l'altra illusione del fashion system italiano: fabbricare prodotti assurdi e costosissimi (2 ore di cucitura sono il quadruplo del tempo necessario per una giacca standard) per differenziarsi dai prodotti banali ed economici.
E' una trappola anche questa: l'assurdo, dopo la sorpresa iniziale, non interessa e non interesserà più a nessuno.
Ma c'è la Russia, c'è la Cina, ci sono i nuovi ricchi, il grande mercato fatto di gente che ha fatto da poco tempo i soldi e vuole spendere, particolarmente in cose pacchiane, per fare crepare d'invidia i miserabili che li circondano.
Coi giapponesi è già finita, con i russi ed i cinesi quanto potrà durare ?
“Sì ma noi avremo già fatto soldi a sufficienza, giusto Dolce ?”
“Giustissimo Gabbana”.

17/02/2005

vendesi

Alcuni famosi blogger dicono di essere riusciti a vendere un sacco di cose mettendo annunci sui loro siti.
Bisogna considerare però che a) loro sono famosi; b) forse vendevano cose interessanti.
Comunque voglio cimentarmi anch'io.
"Vendesi auto, spesso protagonista dei racconti di questo blog, acquistata nel settembre del 1999, con molti kilometri percorsi (198.500) ma discrete possibilità di farne ancora altrettanti (è un buon diesel). Unico difetto di carrozzeria: una leggera ammaccatura sul portellone posteriore, procurata 3 mesi fa durante un parcheggio mentre guardavo le tette di Agl... anzichè quel maledetto estintore che sporgeva dal muro. Il colore blu. Il prezzo modico".
Eventuali manifestazioni d'interesse possono essere anche comunicate privatamente a questo indirizzo

Grazie dell'attenzione e buongiorno a tutti.

5am

PS: ah preferite conoscere tutti i particolari ? Okkei, okkei.
Marca: audi; modello: A4 avant 2,5 tdi quattro; prezzo richiesto: 8.000 € (valore 4ruote: 10.500 €)incluso: impianto telefono vivavoce, imp. stereo + navigatore satellitare, gomme da neve.

10/02/2005

Insonnia d'amore

Come mai torno a scrivere dopo tanto tempo ?
E come mai a quest'ora ?
Comincio dalla seconda domanda.
Dopo due anni di scrittura alle cinque del mattino avevo scaricato quanto accumulato nei precedenti quarantadue, quindi negli ultimi tempi ero tornato a godermi il meritato sonno.
Ma questa notte ho perso alla roulette.
Ieri notte avevo vinto, ma questa notte ho perso, quindi eccomi qui, insonne, a scrivere un altro capitolo di queste insipide memorie.
No, non sono impazzito, non ho abbandonato la famiglia per abbandonarmi al vizio del gioco.
Tutt'altro: la roulette di cui parlo è quella del lettone. Chi vince può dormire, chi perde sta sveglio. E io questa notte ho perso.
Come funziona questo gioco ?
Bah, le regoli sono piuttosto semplici:
ore 21.00 circa: i bambini si preparano per la nanna. Dentini, pipì, pigiamino.
ore 21.30: i bambini entrano nel lettone.
ore 21.45: arrivo anch'io, dopo avere chiuso le finestre, spento i termosifoni delle camere da letto e dopo dentini e pipì (niente pigiamino, però).
ore 21.50: dopo esserci sistemati tutti e tre sotto le coperte inizia la lettura delle avventure di Pippi Calzelunghe.
ore 21.55: arriva anche Camillo che, da sopra le coperte, aggredisce i nostri piedi se solo osano muoversi sotto.
ore 22.15: finisce la lettura di Pippi. Io sono quello che ha più sonno. I bambini ed il gatto protestano perchè vorrebbero che proseguissi (a leggere ed a muovere i piedi sotto le coperte).
ore 22.20: il gatto rinuncia. Scende dal letto, si fa aprire la porta e va a fuori divertirsi. La notte è giovane per lui.
ore 22.22: i bambini mi svegliano: hanno sete.
ore 22.25: dopo un pò di scossoni mi arrendo e, brontolando, vado a prendere un bicchiere d'acqua.
ore 22.30: finalmente dormiamo tutti e tre.
ore 1.30: la mamma spegne la TV, fa rientrare il gatto, gli allestisce la cuccia per la notte, fa un baccano del diavolo, entra in camera, accende la luce e, reclamando il suo legittimo posto, trasferisce il piccolo, che pesa ancora poco, nel suo lettino e fa trasferire a me la piccola, che pesa già parecchio, nel suo.
ore 1.40: adesso ognuno è al suo posto e possiamo tutti felicemente metterci a dormire fino alla mattina.
Ieri sera una variante: la piccola era malata, quindi doveva restare nel lettone, al che io, al passaggio delle ore 1.30, fingendo di sacrificarmi, sono andato a dormire nel lettino.
Da tempo non ricordavo di aver dormito così bene.
E questa mattina ho fatto l'errore di dirlo a mia moglie.
Questa notte ho pagato l'errore.
Alle ore 1.30, invece del solito trasloco, complice il prolungarsi dell'influenza della piccola, nel lettino ci va Lei.
Ed io sono rimasto lì a cercare di dormire con i due cuccioli, che hanno un sonno piuttosto agitato e rumoroso.
Ed ora, alle 4.30, dopo tre ore di procurata insonnia, mi sono arreso.
***
Ma c'era anche una prima domanda a cui rispondere: “come mai torno a scrivere dopo tanto tempo (di assenza) ?”
Ovviamente avevo smesso di scrivere per mancanza d'ispirazione e la causa è piuttosto singolare: infatti l'ispirazione si era completamente ritirata a causa di una carico eccessivo di impegni di lavoro. Il che è abbastanza buffo se si considera che, contemporaneamente, sto soffrendo di una strisciante ansia da combinazione di timori di disoccupazione uniti ai timori di non farcela a pagare il mutuo della nuova casa.
Un quadro clinico piuttosto complesso, cui mi aveva fatto pensare la recente richiesta di Albamarina: voleva sapere che mestiere fanno i suoi lettori.
Lei fa, e la invidio profondamente, “la prof”.
Io invece faccio...
Ecco una cosa che da parecchi anni a questa parte mi mette in difficoltà: spiegare che mestiere faccio.
Praticamente non faccio nulla che altri non potrebbero fare, non sono esperto di nulla che altri non potrebbero sapere, eppure saltello da un'azienda all'altra, credendo e sembrando di essere sempre occupatissimo a fare cose che nessuno ha voglia di fare: per questo, forse, mi apprezzano tanto.
In poche parole, che non significano ancora nulla, faccio il consulente aziendale.
E con tutta questa famiglia, con tutto questo mutuo, con tutta questa crisi, trovo sia legittimo, ogni tanto, temere nel proprio intimo di poter finire in mezzo ad una strada.

Sono le 5.10, non mi resta che augurarvi, come ai bei tempi,

Buongiorno a tutti !
5am